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LA MIA LIBRERIA

I (Heart) Movies 



Dopo Last.FM per la musica e Anobii per i libri non poteva mancare una community anche per i film!

Il nome è a dir poco aggiacciante: I Heart Movies.... non andava bene il classico I Love Movies? O forse era troppo banale?

Mah... cmq eccolo qui:
https://www.iheartmovies.org/

PS: se vi iscrivete aggiungetemi agli amici eh!


Scritto da: jaguattina | venerdì, 21 settembre 2007 15:11 |
   [commenti (6)] [visions, geek life]

le parole sono importanti... 



Le parole sono importanti... soprattutto se sono scritte.
Se poi sono scritte con fantastici caratteri tipografici e sono il testo di qualche canzone rock è il massimo!!

Oggi ho trovato un sito in cui vengono presentati una serie di video musicali reinterpretati in chiave tipografica... eye candy *-*
Personalmente impazzisco per certe cose!
C'è un po' di tutto: dagli Spoon ai Van Halen, dagli interpol ai Telepopmusic ai Jet a Bjork, ma i più belli secondo me sono 2 sconosciuti (almeno per me): "Ya no sé que hacer conmigo" e "La Tour de Pise" anche se alla fine sono tutti stupendi!!

http://yuxt.com/artist/typography_in_music_videos
Dategli un'occhiata, ne vale la pena


Scritto da: jaguattina | mercoledì, 19 settembre 2007 14:57 |
   [commenti ] [visions, geek life]

PINBACK - Autumn of the Seraphs 



Pinback

I Pinback sono una indie rock band californiana attiva fin dal 1998 fondata da Armistead Burwell Smith IV (Zach) e Rob Crow che, dopo aver dato un taglio ai loro precedenti progetti artistici (3 Mile Pilot for Zach and Thingy and Heavy Vegetable for Rob), si sono dedicati a sfornare una serie di dischi uno più bello dell’altro.
L'11 settembre è la data ufficiale per la pubblicazione del loro quarto album, il secondo per la Touch and Go: dopo Summer in Abaddon nel 2004, ecco ora Autumn of the Seraphs.
E a tre anni di distanza la differenza si sente, eccome!

E dire che Summer in Abaddon era un album quasi perfetto… quasi… perchè lì era come se l’energia creativa della band fosse in qualche modo trattenuta e inespressa e questo lasciava la sensazione che potessimo aspettarci ancora di più.
E così è stato: ora tutta quell'energia si è sprigionata ed erutta incontenibile dalla bocca infuocata di un vulcano chiamato Autumn of the Seraphs.

Il gruppo è cresciuto enormemente: la musica è fisica, quasi tangibile, piena e corposa, calda e guizzante. Mario Rubalcaba (Rocket From the Crypt, Hot Snakes, Black Heart Procession) e Chris Prescott (No Knife) si affiancano in quest’album al duo base e si alternano alla batteria contribuendo a creare una struttura estremamente complessa e elaborata che sembra quasi aspirare al math rock.
I brani sono costruiti a strati sonori che si sovrappongono e slittano uno sull’altro in controtempo sostenuti da ritmiche dinamiche e aggressive e da melodie perfette.
La voce è filtrata, doppiata e stratifcata e ipnotizza l’ascoltatore senza lasciargli scampo.
Dopo aver ascoltato quest’album la prima volta si è già schiavi del suo incantesimo: è una una droga.
"Larry climbs into his lawn chair, waves her goodbye
Unties from the post, races towards the sky  
Takes a sip out of his beer and says it looks amazing
He said it looks amazing"
così canta Rob Crow in Walters e "amazing" è forse l'aggettivo giusto per descrivere questo disco!!

E' un fiume in piena la potenza che si manifesta nel susseguirsi dei brani, uno più bello dell'altro.
Ad aprire From Nothing To Nowhere un pezzo tiratissimo, che non concede un attimo di respiro e che si chiude improvviso come uno sparo lasciando il posto al ritmo sincopato di Barnes in cui la voce di Crow si fa largo come una lama.
How We Breathe è un classico pezzo Pinback con voci sommesse e il ritmo scandito da piano e chitarre. Walters inizia delicatamente sottotono per poi sorprenderci crescendo lentamente fino ad esplodere mentre Good to Sea è il pezzo più pop dell'album.
Ma la più bella in assoluto è senza dubbio Devil You Know decisa e aggressiva e allo stesso tempo ipnotica nel suo ripetersi ossessivamente. Blue Harvest riprende a piè pari il ritmo di Message in a Bottle dei Police e a tratti sembra di sentire la voce di Sting che canta. Ma anche Bouquet è meravigliosa con i suoi incastri ritmici che cercano di farsi largo tra la voce di Crow e i cori in sottofondo. L’album si chiude con l’epica Off by 50 ma non basta e subito parte un nuovo ascolto!

Mi rendo conto che sono troppo innamorata di Autumn of the Seraphs per parlarne in modo distaccato ma sembra proprio che l’”autunno” sarà ancora più splendido dell’”estate”.
 

PINBACK – Autumn of the Seraphs [Touch and Go 2007]

1. From Nothing To Nowhere
2. Barnes 
3. Good To Sea
4. How We Breathe
5. Walters 
6. Subbing For Eden
7. Devil You Know
8. Blue Harvest 
9. Torch
10. Bouquet
11. Off By 50

Similar: American Analog Set, Grandaddy, Aerogramme 

http://www.myspace.com/pinback
http://www.pinback.com/


Scritto da: jaguattina | martedì, 11 settembre 2007 09:14 |
   [commenti (3)] [music, americana, rock, music reviews, indie]

Blogger Interview #8 



Vi dice niente il nome di Rob Fleming?
Vi aiuto....
Ricordate il protagonista di Alta Fedeltà di Nick Hornby, appassionato di musica e proprietario di un negozio di dischi?
Eccolo, l'abbiamo trovato, esiste davvero e si fa chiamare Ivan63!

Ivan 63
http://logantime.splinder.com/
http://www.doyoubeat.com/

 

1. Cosa rappresenta per te la musica e che posto ha nella tua vita?
ascolto musica praticamente dall'età di 4/5 anni, grazie o per colpa dei miei genitori i quali erano pure lo appassionati di musica mina e celentano in particolare, beh eravamo negli anni sessanta, personalmente mi è impossibile non associare ad un momento della mia vita una canzone o viceversa...

2. Quali sono gli artisti/band che ami di più o che hanno segnato la tua vita e quelli e che invece proprio non sopporti?
la lista degli artisti preferiti è/sarebbe infinita, mi sono pure costruito un sito per parlarne, sintetizzando la palma la darei ai Joy Division, per motivi musicali e non (nel 1979 avevo sedici anni e tutte le problematiche di un normale, più o meno, sedicenne...)
la lista degli artisti che non sopporto è/sarebbe lunga pure questa, se posso, posso dire che ho sempre fatto fatica ad affezionarmi ad alcuni generi italiani tipo: la musica dei cantautori italiana, il country il blues
il folk più tradizionali, l'heavy metal in senso stretto...

3. C'è un artista che ti piacerebbe incontrare e perché?
qualcuno sicuramente affermerebbe che vorrei incontrare l'ex cantante suicida dei Joy Division, Ian Curtis, in realtà ho semrpe creduto nel rapporto a distanza tra artista ed ascoltatore, quasi da considerarlo un
essere superiore che avrei (avuto) probabilmente paura d'incontrarlo...

4. Qual è stato il più bel concerto a cui hai assistito?
i cinque di David Sylvian?
l'unico dei Seefeel?
i due dei Kraftwerk?
l'unico di The Orb?
continuo?
non sono domande da porre queste!

5. Cosa ti spinge a parlare di musica nel tuo blog?
a parte la ragione di cui sopra, il fatto che vendo musica, che vendere musica è/sarebbe stato il mio sogno sin da piccolo?


Scritto da: jaguattina | sabato, 08 settembre 2007 19:28 |
   [commenti (5)] [blogger interview]

The Great Investigation 



RonderlinL'invasione del pop scandinavo è iniziata qualche anno fa e sembra inarrestabile.
Sicuramente i tanti gruppi provenienti dall'Europa del Nord stanno dando del filo da torcere alle band Inglesi, forse un po' stanche e un po' troppo impegnate a copiarsi l'un l'altra (basti pensare alla contrapposizione sull'ultimo album di Interpol vs Editors... se non fossero così simili, perchè paragonarli?)

La varietà di generi e di stili sembra invece un po' più ampia su al nord, dove forse è anche maggiore la voglia di esplorare generi diversi dal britpop/postpunk/newvawe che ossessiona i gruppi uk. Ne sono la prova artisti diversissimi come i Sickoakes, The Low Frequency in Stereo, Mando Diao, Peter Bjorn and John, Herman Düne, Röyksopp e Josè Gonzales.

Fra i tanti nomi che vengono subito in mente, ma forse non altrettanto conosciuti, i Ronderlin sono una formazione svedese di 5 elementi attiva a Gothenburg fin dal 1998 la cui musica è un onesto dreampop a base di limpide chitarre, melodie accattivanti, e testi intimisti e ironici che creano un clima caldo e rilassato.
Kalle Grahm, Per Larsson, Mats Lundquist, Tommy Dannefjord e Johan Lindwall hanno pubblicato il loro secondo album The Great Investigation per la Tomt nel maggio scorso.

Originalità e innovazione non sono i punti di forza di questo gruppo ma ognuno ha le sue qualità e quella dei Ronderlin è la capacità di comporre delle canzoni romantiche che parlano al cuore, senza troppi fronzoli e sofisticazioni. Un disco dalle atmosfere languide e sognanti: niente a che vedere con lo stile composto e distaccato, così privo di passione di un Richard Hawley però, anche se i temi trattati sono sempre l'amore e i sentimenti.

Il dream pop dei Ronderlin si esprime in atmosfere radiose e sognanti, in cui è quasi possibile sentire il battito del cuore.
The Great Investigation, prodotto da Charles Storm è curato nei minimi dettagli e rispetto al primo album c'è un maggiore desiderio di sperimentazione che si manifesta con un diffuso utilizzo di elementi elettronici che richiamano soprattutto il synth pop anni '80 dai New Order ai Pet Shopo Boys fino agli Alphaville o agli Europe (sempre Svezia è!).
Questo contribuisce a dare all'atmosfera dell'album quel gusto un po' retrò che lo rende ancora più interessante.
Ascoltare la traccia di apertura, Aside, e pensare ai New Order è tutt'uno! Wake Up, a seguire, è uno dei pezzi più belli dell'album, un alternarsi di stati d'animo malinconici e gioiosi allo stesso tempo. Assertive Moments è la classica canzone dal ritmo elementare e dalla melodia immediata che si installa nel cervello come un virus nel pc mentre il suono delle tastiere genera flashback e tuffi nel passato.
Altri pezzi degni di nota sono Closed Eyes, ballata malinconica struggente e Way to Be, luminosa e aggressiva con un ricchissimo arrangiamento barocco.

Forse i Ronderlin non sono un gruppo che farà storia ma sicuramente saranno molto apprezzati da chi ama la musica al di fuori di mode e tendenze.

Tracklist:

1. Aside
2. Wake Up
3. Three Times
4. Walking Backwards
5. Hands And Feet
6. Assertive Moments
7. What's The Time
8. Closed Eyes
9. Way To Be
10. The Sound Of The Ice When It Cracks 

www.myspace.com/ronderlin
http://www.last.fm/music/Ronderlin


Scritto da: jaguattina | martedì, 04 settembre 2007 10:15 |
   [commenti (8)] [music, dreamy, music reviews, synth pop, pop scandinavo]

Blogger Interview #7 



Ritornano le interviste ai Blogger più indie della rete e oggi tocca a Sachiel di Sullivan Street Records e Indieforbunnies.
Sul suo blog, si descrive così: "gentile cordiale e disponibile con i clienti dagli ottimi gusti musicali. Scostante e pronto al litigio con i clienti dai gusti musicali opinabili. Diffida con moderazione dal progressive, dall'indie rock con tempi troppo dispari e da coloro che nascondono la calvizie con il riporto. Sachiel è quasi calvo"
Se avete il riporto state alla larga, ma se vi piace la buona musica è il vostro uomo!

Sachiel

http://sullivan-street-records.splinder.com/
http://www.indieforbunnies.com/


1. Cosa rappresenta per te la musica e che posto ha nella tua vita?
Un bel pezzo della mia giornata, un pò per dare forma ai miei sogni e alle mie visioni (Che sia chiaro sono astemio, non fumo e non mi drogo), e un pò per alleggerire il peso della quotidianità che è schiacciante. Ho un approccio molto emotivo con la musica, poco mi interessano i virtuosismi e quelle intricate soluzioni indierock assolutamente prive di cuore.

2. Quali sono gli artisti/band che ami di più o che hanno segnato la tua vita e quelli e che invece proprio non sopporti?
Dal punto di vista musicale sono cresciuto molto tardi. Ho ascoltato immondizia fino ai 18 anni, poi ho iniziato con i classici: Pink Floyd, Dire straits, e poi REM , Cure, e poi il mio grande amore, i Counting Crows. Da li, lentamente ho scoperto un mondo fatto di tantissime band poco note ai più, e ora sono qui ad amare , per esempio, i Wilco e tutto l'indiepop svedese e britannico.
Non sopporto, come ho detto prima, la musica suonata solo con la testa e non con il cuore, in fondo sono romantico dentro, e per quanto rock ascolti, la melodia resta sempre fondamentale.

3. C'è un artista che ti piacerebbe incontrare e perché?
Avendo già incontrato Adam Duritz dei counting crows, vorrei incontrare  Nick drake e guardarlo semplicemente negli occhi e capire perchè.
Perchè cosa? E' troppo complicato da spiegare.

4. Qual è stato il più bel concerto a cui hai assistito?
Mmm, vengo dall'esperienza fantastica del primaverasound e potrei dirti i Wilco, ma ovviamente i Counting Crows anni fa, Damien Rice a Roma e Jens Lekman.

5. Cosa ti spinge a parlare di musica nel tuo blog?
Il bisogno di scrivere che sento, e di parlare, magari di me attraverso i dischi.
Lo so, non è molto originale visto che lo ha fatto già da tanto tempo Nick Hornby. Ma è così.


Scritto da: jaguattina | sabato, 01 settembre 2007 12:02 |
   [commenti (7)] [music, blogger interview]




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