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THE REAL TUESDAY WELD 



THE REAL TUESDAY WELD - The London Book of the Dead [six degrees 2007]

Proprio quando pensiamo che sia una notte buia e senza stelle, ecco spuntare la luna da dietro le nuvole... e nella pallida luce cominciano a volteggiare nell'aria migliaia di farfalle colorate mentre improbabili damerini in frac e cilindro ballano il tiptap insieme a incantatori di serpenti e odalische che agitano i loro veli. E' un sogno? Forse.
Ma è anche il mondo magico e incantato dove ci porta Stephen Coates, anima dei The Real Tuesday Weld, con il suo ultimo album, The London Book of the Dead.

Coates deve essere un tipo davvero particolare: ha dichiarato più volte di usare i sogni come ispirazione per la sua musica (anche il nome del gruppo è dovuto a un sogno in cui gli appariva l’attice americana Tuesday Weld) e confessa anche di essere un fan di Al Bowly cantante inglese della scena jazz degli anni '30 (anche lei gli sarebbe apparsa in sogno). Queste atmosfere da cabaret e le sonorità jazz che fanno parte del suo background vengono riproposte in chiave contemporanea nella sua musica, non solo utilizzando i più disparati strumenti classici (fiati e ottoni, archi, pianoforte, percussioni, banjo, kazoo... ) ma anche con l'uso estensivo, seppur discreto, dell'elettronica.

THE REAL TUESDAY WELDThe London Book of the Dead è il sesto album dei Real Tuesday Weld, uscito il 28 agosto scorso per la Six Degrees.
Il titolo si riferisce al Libro Tibetano dei Morti, che descrive le fasi di passaggio di un'anima da una vita alla successiva, e che è stato usato come spunto da Coates in una fase della sua vita in cui si è trovato fra la nascita del suo primo figlio e la morte di suo padre, un dualismo vita/morte che gli ha ispirato un album in cui vengono trattati tutti i temi significativi dell'esistenza ma con una leggerezza e un'irona spiazzanti.

L'album composto da ben 16 pezzi, si apre con Blood Sugar Love un'intro delicatamente sommessa, che ci porta in punta di piedi verso un'esperienza ricchissima, piena di sorprese. A seguire, The Decline and Fall of the Clerkenwell Kid (in cui ritroviamo il personaggio immaginario alter ego romantico di Coates) che ci offre melodie esotiche orchestrate da violini, fiati e percussioni, sottolineate da una voce fuori campo come in un vecchio film in bianco e nero.
Poi arriva il pezzo più lieve dell'album It's a Wonderful Li(f)e; lieve almeno all'apparenza perchè Coates disquisisce sul senso della vita, la morte, la religione e l'etica alternandosi fra romanticismo e disincanto: "You say it's a wonderful life but you know that's a wonderful lie".

Ma siamo appena all'inizio e Cloud Cuckooland è una vera perla, particolarissima e irresistibile, con un ritmo da cabaret, arricchito da cori e voci sovrapposte ed effetti di tutti i tipi. La passione di Coates per le atmosfere jazz è invece evidentissima in Kix che riprende uno standard di Cole Porter del 1934 I Get a Kick Out of You con una leggerezza che fa venir voglia di ballare anche sotto la pioggia.

Ma il pezzo che preferisco è Dorothy Parker Blue con la sua base di pianoforte e chitarra intrecciati su cui si avvolgono le linee melodiche. Pur essendo il pezzo più classicamente "canzone", ha una dolcezza infinita che lo fa splendere fra gli altri.
A chiudere Bringing the Body Back Home cupa e malinconica ma anche luminosa e piena di speranza proprio a conclusione del viaggio che porta dalla morte a una nuova vita e conclude l'album cantando "Love hurts for sure but i's still the one thing worth living for".
Insomma, The Real Tuesday Weld è un gruppo dalla personalità vulcanica e imprevedibile e la sua musica è qualcosa che infrange le regole e viaggia sopra le righe regalandoci più di una sopresa.
Sembra venire dal passato ma è qualcosa di mai ascoltato prima.

www.tuesdayweld.com/
www.myspace.com/therealtuesdayweld


Scritto da: jaguattina | lunedì, 12 novembre 2007 10:05 |
   [commenti (4)] [music, alternative, cabaret, dreamy, jazz, music reviews, electronic, indie]

Micro Reviews 



STEPHEN FRETWELL - Man on the RoofSTEPHEN FRETWELL
Man on the Roof

Stephen Fretwell, cantautore inglese, ha da poco pubblicato per la Polydor “Man on the Roof”, il suo secondo album. Fretwell non è forse famosissimo qui in Italia ma ha già fatto da support per gruppi come Travis, Elbow, Athlete, Keane e KT Tunstall. Per sua stessa ammissione però la sua influenza principale è Bob Dylan e la sua musica in effetti gli deve molto. Il suo nuovo album è composto da dreamy ballads fra l'indie e il folk, interpretate con una voce da crooner navigato. Testi agrodolci e vagamente malinconici, fanno di quest'album una piccola perla.
Traccia consigliata: Now (che mi ricorda tantissimo "I'll stand by you" dei Pretenders)

http://www.stephenfretwell.com/
http://www.myspace.com/stephenfretwell


 
club 8 - the boy who couldn't stop dreamingCLUB 8
The Boy who couldn't stop dreaming

Paese di provenienza: Svezia. Etichetta: Labrador. Già questo potrebbe bastare a inquadrare i Club 8 che ci regalano il loro sesto album "The boy who couldn't stop dreaming". Il duo, formato da Karolina Komstedt e Johan Angergård (che fra l'altro è anche uno dei fondatori della Labrador), attivi fin dal 1995, da ben 4 anni non pubblicavano nulla a causa di progetti paralleli di Johan ma ora sono tornati e ci incantano con melodie eteree e leggere, 12 pezzi di puro indie pop, semplici e delicati, fatti di chitarre scintillanti in bilico fra i Cardigans e i Sundays.
Un album leggero e frizzante che si fa amare immediatamente, da fischettare in queste giornate di sole autunnale.
Traccia consigliata:Whatever You Want
L'MP3 è liberamente scaricabile dal sito della Labrador QUI

http://www.myspace.com/club8
 
 
turin brakes - dark on fireTURIN BRAKES
Dark on Fire

Quarto album per i Turin Brakes, uscito il 17 settembre scorso per la virgin e prodotto da Ethan Johns (Kings Of Leon e Ray Lamontagne fra gli altri)
Sono sicuramente cresciuti musicalmente Olly Knights e Gale Paridjanian nel corso degli anni, da quando, nel 2001, si eressero a paladini del New Acoustic Movement e sono più sicuri di sè lasciando molto più spazio a sonorità elettriche piuttosto che acustiche. Chitarre sfrontate e cristalline si fanno largo fra le bellissime melodie che hanno sempre caratterizzato la loro musica rendendo alcuni pezzi davvero splendidi: Last chance e For the Fire (fra tutte le mie preferita) Timewaster o il singolo Stalker. Ottima prova, impeccabile e senza sbavature.
Traccia consigliata: Last Chance
 
http://www.myspace.com/turinbrakes
http://www.turinbrakes.com
 
 
the twang - love it when i feel like thisTHE TWANG
Love it When i Feel Like This

Mentre in inghilterra The Twang vengono osannati dalla critica e in particolare dal NME qui da noi non se li fila quasi nessuno. Siamo solo più obiettivi o siamo invece un po' stufi delle solite sonorità? Certo è che il loro è un sound tipicamente inglese, piuttosto classico, in cui a tratti riesco a sentire anche i primi U2 o gli Smiths. Il loro album di debutto Love It When I Feel Like This è un album compatto, molto suonato, basato su chitarre decise e taglienti e un'alternanza di pezzi epici e scanzonati. La voce ruvida e inconfondibile di Phil Etheridge è la caratteristica principale del gruppo insieme a una grande energia che esplode prepotentemente in tutti i brani. Il problema forse è che nel complesso l'album risulta un po' troppo unifome e prolisso e, nonostante le potenzialità ottime della band, perde in freschezza e spontaneità.
Traccia consigliata: Got Me Sussed
 
 
http://www.myspace.com/thetwang
http://www.thetwang.co.uk/


Scritto da: jaguattina | lunedì, 29 ottobre 2007 08:29 |
   [commenti (2)] [music, folk, rock, dreamy, pop , music reviews, indie]

BAND OF HORSES - Cease to Begin 



NB: Recensione estemporanea!

Capita a volte di vivere situazioni o di conoscere persone che ci sembrano aver sempre fatto parte della nostra vita. Non capita spesso ma quendo succede è bellissimo perchè è tutto stranamente naturale e ci sentiamo veramente a casa!
Quando accade con un disco poi è davvero strano: canti le canzoni dopo averle ascoltate una volta sola come se avessi imparato le parole e la melodia quando eri all'asilo, ti sembra che abbia sempre fatto parte di te e riesce a toccare veramente le corde giuste del tuo cuore.
Non capita spesso ma stavolta è successo!

Il nuovo album dei Band of Horses, Cease to Begin, mi fa esattamente quest'effetto.

Band of Horses - Cease to begin

L'ho preso solo ieri sera e dopo averlo ascoltato due volte di seguito non volevo andare a letto per continuare a sentirlo.
Stamattina la prima cosa che ho fatto appena sveglia è stata accendere iTunes per riascoltarlo... ancor prima di farmi il caffè!
E sto continuando ancora adesso, senza stancarmi.
In particolare 2 pezzi sono meravigliosi: No One's Gonna Love You (che inguaribile romantica!) e Detlef Schrempf ma anche gli altri sono meritevoli di attenzione.
Dall'album di esordio Everything all the Time ad oggi un po' di cose sono cambiate: Mat Brooke, uno dei membri fondatori, ha lasciato la band per seguire altri progetti e la band si è trasferita da Seattle in South Carolina. Forse a questo è dovuto il maggior senso di intimità che si respira in quest'album che suona molto più introspettivo e personale, sia nelle atmosfere sia nei testi.
 
My body knows there's a hell with my soul
We don't even know the difference
(Cigarettes, Wedding Bands)

 
So take it as a song or a lesson to learn
And sometime soon be better than you were
If you say you're gonna go, then be careful
And watch how you treat every living soul
(Detlef Schrempf)
 
La loro musica fatta di power-guitar e voci riverberate mi ricorda tantissimo i Sunny Day Real Estate (anche loro da Seattle), country e southern rock, atmosfere tipicamente americane caratterizzano quest'album e la voce di Ben Bridwell è emozionante, ispirata ed espressiva, stranita e dolce in egual misura.
Oltre alle già citate No One's Gonna Love You e Detlef Schrempf il brano d'apertura Is There a Ghost (il primo singolo, credo) è dinamica e grandiosa, aprendosi come ad abbracciare un immenso orizzonte luminoso. Cigarettes, Wedding Bands è disperatamente arrabbiata e le sue chitarre lasciano graffi profondi nell'anima. Windows Blues che chiude l'album con languide slide guitar e la voce suadente di Bridwell ci lascia con il sorriso e col desiderio di ricominciare tutto da capo.
E per una volta almeno è possibile!

BAND OF HORSES  - Cease to Begin [Sub Pop 2007]
1. Is There A Ghost
2. Ode To LRC
3. No One's Gonna Love You
4. Detlef Schrempf
5. General Specific
6. Lamb On The Lam (In The City)
7. Islands On The Coast
8. Marry Song
9. Cigarettes, Wedding Bands
10. Window Blues

http://www.bandofhorses.com/
http://www.myspace.com/bandofhorses
LYRICS

Scritto da: jaguattina | venerdì, 19 ottobre 2007 11:12 |
   [commenti (4)] [music, lyrics, americana, rock, dreamy, country, music reviews, indie]

The Great Investigation 



RonderlinL'invasione del pop scandinavo è iniziata qualche anno fa e sembra inarrestabile.
Sicuramente i tanti gruppi provenienti dall'Europa del Nord stanno dando del filo da torcere alle band Inglesi, forse un po' stanche e un po' troppo impegnate a copiarsi l'un l'altra (basti pensare alla contrapposizione sull'ultimo album di Interpol vs Editors... se non fossero così simili, perchè paragonarli?)

La varietà di generi e di stili sembra invece un po' più ampia su al nord, dove forse è anche maggiore la voglia di esplorare generi diversi dal britpop/postpunk/newvawe che ossessiona i gruppi uk. Ne sono la prova artisti diversissimi come i Sickoakes, The Low Frequency in Stereo, Mando Diao, Peter Bjorn and John, Herman Düne, Röyksopp e Josè Gonzales.

Fra i tanti nomi che vengono subito in mente, ma forse non altrettanto conosciuti, i Ronderlin sono una formazione svedese di 5 elementi attiva a Gothenburg fin dal 1998 la cui musica è un onesto dreampop a base di limpide chitarre, melodie accattivanti, e testi intimisti e ironici che creano un clima caldo e rilassato.
Kalle Grahm, Per Larsson, Mats Lundquist, Tommy Dannefjord e Johan Lindwall hanno pubblicato il loro secondo album The Great Investigation per la Tomt nel maggio scorso.

Originalità e innovazione non sono i punti di forza di questo gruppo ma ognuno ha le sue qualità e quella dei Ronderlin è la capacità di comporre delle canzoni romantiche che parlano al cuore, senza troppi fronzoli e sofisticazioni. Un disco dalle atmosfere languide e sognanti: niente a che vedere con lo stile composto e distaccato, così privo di passione di un Richard Hawley però, anche se i temi trattati sono sempre l'amore e i sentimenti.

Il dream pop dei Ronderlin si esprime in atmosfere radiose e sognanti, in cui è quasi possibile sentire il battito del cuore.
The Great Investigation, prodotto da Charles Storm è curato nei minimi dettagli e rispetto al primo album c'è un maggiore desiderio di sperimentazione che si manifesta con un diffuso utilizzo di elementi elettronici che richiamano soprattutto il synth pop anni '80 dai New Order ai Pet Shopo Boys fino agli Alphaville o agli Europe (sempre Svezia è!).
Questo contribuisce a dare all'atmosfera dell'album quel gusto un po' retrò che lo rende ancora più interessante.
Ascoltare la traccia di apertura, Aside, e pensare ai New Order è tutt'uno! Wake Up, a seguire, è uno dei pezzi più belli dell'album, un alternarsi di stati d'animo malinconici e gioiosi allo stesso tempo. Assertive Moments è la classica canzone dal ritmo elementare e dalla melodia immediata che si installa nel cervello come un virus nel pc mentre il suono delle tastiere genera flashback e tuffi nel passato.
Altri pezzi degni di nota sono Closed Eyes, ballata malinconica struggente e Way to Be, luminosa e aggressiva con un ricchissimo arrangiamento barocco.

Forse i Ronderlin non sono un gruppo che farà storia ma sicuramente saranno molto apprezzati da chi ama la musica al di fuori di mode e tendenze.

Tracklist:

1. Aside
2. Wake Up
3. Three Times
4. Walking Backwards
5. Hands And Feet
6. Assertive Moments
7. What's The Time
8. Closed Eyes
9. Way To Be
10. The Sound Of The Ice When It Cracks 

www.myspace.com/ronderlin
http://www.last.fm/music/Ronderlin


Scritto da: jaguattina | martedì, 04 settembre 2007 10:15 |
   [commenti (8)] [music, dreamy, music reviews, synth pop, pop scandinavo]




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