FEEL THE SUN
Continua a piovere nonostante manchino pochi giorni alla primavera.
Oggi il cielo era di un grigio uniforme, come vernice. Nessuno spiraglio di sole.
Ma non importa, c'è sempre la musica per illuminare le mie giornate e quest'ultima raccolta fa il suo dovere alla perfezione.
Buon ascolto! 

FEEL THE SUN
Springtime Melodies for a Healing Heart
01 - Disco Drive . It's a Long Way to the Top
02 - The Victorian English Gentlemens Club . Such A Chore
03 - The Magnetic Fields . Please Stop Dancing
04 - School of Language . Rockist Part 2
05 - Slut . If I Had A Heart
06 - Girls in Hawaii . Road to Luna
07 - matt pond PA . Honestly
08 - Nada Surf . Weightless
09 - Tram . Nothing Left To Say
10 - Chris Garneau . Baby’s Romance
11 - Jon Hopkins . Searchlight
12 - Burial . Shell of Light
13 - Radiohead . Weird Fishes Arpeggi
14 - Raz Ohara And The Odd Orchestra . Kisses
15 - Sébastien Tellier . Manty
16 - Stateless . Down Here
17 - Goldfrapp . Road to Somewhere
18 - Tindersticks . Feel The Sun
19 - Malcom Middleton . Week Off
20 - Hayden . Barely Friends
21 - Sia . Soon We'll Be Found
[commenti (5)] [music, folk, alternative, rock, pop , electronic, indie, instrumental, jag compilations]
THE REAL TUESDAY WELD
THE REAL TUESDAY WELD - The London Book of the Dead [six degrees 2007]
Proprio quando pensiamo che sia una notte buia e senza stelle, ecco spuntare la luna da dietro le nuvole... e nella pallida luce cominciano a volteggiare nell'aria migliaia di farfalle colorate mentre improbabili damerini in frac e cilindro ballano il tiptap insieme a incantatori di serpenti e odalische che agitano i loro veli. E' un sogno? Forse.
Ma è anche il mondo magico e incantato dove ci porta Stephen Coates, anima dei The Real Tuesday Weld, con il suo ultimo album, The London Book of the Dead.
Coates deve essere un tipo davvero particolare: ha dichiarato più volte di usare i sogni come ispirazione per la sua musica (anche il nome del gruppo è dovuto a un sogno in cui gli appariva l’attice americana Tuesday Weld) e confessa anche di essere un fan di Al Bowly cantante inglese della scena jazz degli anni '30 (anche lei gli sarebbe apparsa in sogno). Queste atmosfere da cabaret e le sonorità jazz che fanno parte del suo background vengono riproposte in chiave contemporanea nella sua musica, non solo utilizzando i più disparati strumenti classici (fiati e ottoni, archi, pianoforte, percussioni, banjo, kazoo... ) ma anche con l'uso estensivo, seppur discreto, dell'elettronica.
The London Book of the Dead è il sesto album dei Real Tuesday Weld, uscito il 28 agosto scorso per la Six Degrees.
Il titolo si riferisce al Libro Tibetano dei Morti, che descrive le fasi di passaggio di un'anima da una vita alla successiva, e che è stato usato come spunto da Coates in una fase della sua vita in cui si è trovato fra la nascita del suo primo figlio e la morte di suo padre, un dualismo vita/morte che gli ha ispirato un album in cui vengono trattati tutti i temi significativi dell'esistenza ma con una leggerezza e un'irona spiazzanti.
L'album composto da ben 16 pezzi, si apre con Blood Sugar Love un'intro delicatamente sommessa, che ci porta in punta di piedi verso un'esperienza ricchissima, piena di sorprese. A seguire, The Decline and Fall of the Clerkenwell Kid (in cui ritroviamo il personaggio immaginario alter ego romantico di Coates) che ci offre melodie esotiche orchestrate da violini, fiati e percussioni, sottolineate da una voce fuori campo come in un vecchio film in bianco e nero.
Poi arriva il pezzo più lieve dell'album It's a Wonderful Li(f)e; lieve almeno all'apparenza perchè Coates disquisisce sul senso della vita, la morte, la religione e l'etica alternandosi fra romanticismo e disincanto: "You say it's a wonderful life but you know that's a wonderful lie".
Ma siamo appena all'inizio e Cloud Cuckooland è una vera perla, particolarissima e irresistibile, con un ritmo da cabaret, arricchito da cori e voci sovrapposte ed effetti di tutti i tipi. La passione di Coates per le atmosfere jazz è invece evidentissima in Kix che riprende uno standard di Cole Porter del 1934 I Get a Kick Out of You con una leggerezza che fa venir voglia di ballare anche sotto la pioggia.
Ma il pezzo che preferisco è Dorothy Parker Blue con la sua base di pianoforte e chitarra intrecciati su cui si avvolgono le linee melodiche. Pur essendo il pezzo più classicamente "canzone", ha una dolcezza infinita che lo fa splendere fra gli altri.
A chiudere Bringing the Body Back Home cupa e malinconica ma anche luminosa e piena di speranza proprio a conclusione del viaggio che porta dalla morte a una nuova vita e conclude l'album cantando "Love hurts for sure but i's still the one thing worth living for".
Insomma, The Real Tuesday Weld è un gruppo dalla personalità vulcanica e imprevedibile e la sua musica è qualcosa che infrange le regole e viaggia sopra le righe regalandoci più di una sopresa.
Sembra venire dal passato ma è qualcosa di mai ascoltato prima.
[commenti (4)] [music, alternative, cabaret, dreamy, jazz, music reviews, electronic, indie]
SWOD – Sekunden
Alla fine le vacanze sono finite e con fatica si torna alla vita "normale". Questo blog è stato decisamente trascurato ma riprende nel migliore dei modi con la recensione di un grande album...

In un mondo usa-e-getta si possono sempre trovare cose per cui vale la pena di dedicare tempo e attenzione e quando si è stanchi dell’odore di chiuso, in un panorama musicale saturo di prodotti omologati, cercando un po’, è possibile scovare artisti non convenzionali e respirare una boccata d’aria fresca.
Questa è la musica di Swod, progetto della coppia Oliver Doerell (che compone anche con lo pseudonimo di Dictaphone) e Stephan Wohrmann, avanguardia del movimento neo classico.
I due artisti tedeschi hanno finalmente pubblicato il loro secondo album, lungamente atteso dopo il sorprendente esordio di tre anni fa “Gehen” sempre per la City Center Offices, etichetta nota per la pubblicazione di prodotti di elettronica minimale/idm/ambient.
Quella di Swod non è il tipo di musica che scaturisce da esperienze ed emozioni personali dell’artista ma è piuttosto una musica che suggerisce e vuole creare ed evocare emozioni e stati d'animo nell'ascoltatore come se fosse la colonna sonora di un film immaginario o di un sogno.
Non hanno una forma i nove pezzi di Sekunden; sono elaborate sovrapposizioni di suoni, effetti sintetici, voci sussurrate, su una traccia punteggiata dalle note del pianoforte, tessiture musicali dilatatissime in cui la destrutturazione del brano si trasforma in poesia.
Apre l’album Montauk che con il suo assolo di pianoforte dà subito l’idea di cosa ci si deve aspettare da questo disco, sviluppandosi lentamente grazie alle note di un basso, sospiri, glitch e fruscii appena percettibili.
In Ja, voci sussurrate che sembrano provenire dalle profondità dello spazio si incastrano in un ticchettio frenetico che contraddice il ritmo della dilatatissima trama melodica.
Deer è uno splendido pezzo di musica classica contemporanea, un turbinio di note su cui germoglia una foresta tecnologica di distorsioni e sofisticate elaborazioni elettroniche mentre in Belgien l’immancabile pianoforte, il protagonista assoluto dell’intero album, è accompagnato da un misterioso dialogo a due voci che sembra tratto da un film.
Il capolavoro di Sekunden è però la traccia di chiusura dell’album: Patinage. La reiterazione del tema melodico che sembra arrivare come un’onda da distanze siderali si smorza e riprende vigore a fasi alterne lasciando il posto a crepitii indefiniti. E poi finalmente arriva la melodia come un regalo inatteso.
Una seconda prova meravigliosamente riuscita: frammenti di parole sussurrate come echi lontani, il suono del giorno che si trasforma in notte, la luce che passa dall'alba al tramonto, uno scorrere ininterrotto e fluido di sensazioni e immagini, indefinite e cristalline allo stesso tempo, che si inseguono nel vento rivelando paesaggi luminosi; un crescedo evocativo di versi di insetti, gocce di pioggia, suoni sintetici che disegnano atmosfere oniriche.
Impossibile spiegare com’è il sole a qualcuno che non l’ha mai visto.
Impossibile esprimere la bellezza di ques’album a qualcuno che non ha mai ascoltato Swod.
SWOD – Sekunden [City Center Offices 2007]
Track Listing:
01. Montauk
02. Ja
03. Deer
04. Sekunden
05. Exit
06. Insects
07. Belgien
08. Frost
09. Patinage
Similar: Dictaphone, Xela, Porn Sword Tobacco
[commenti (9)] [music, music reviews, electronic, instrumental, contemporary classical]
YPPAH!!!
Oggi vi voglio parlare di una mia nuova scoperta che mi sta entusiasmando ormai da un paio di settimane: si tratta di Yppah e devo ammettere che proprio il nome mi ha incuriosito all’inizio e mi ha spinto a mettermi subito alla ricerca del suo album “You Are Beautiful At All Times"
E al primo ascolto è stato subito colpo di fulmine!
Yppah in realtà è un certo Joe Corrales, un dj texano di una certa fama in ambito hiphop/disco/electronic/funk/downtempo ma le cui radici musicali si fondano però in gruppi rock in cui da ragazzino suonava basso e chitarra.
Ora ha pubblicato il suo primo album per la Ninja Tune.
Un album completamente strumentale composto da 12 splendide tracce.
E’ difficile stabilire quali siano i pezzi più belli o più riusciti, perché ognuno di essi è una perla in cui si celano, dei risvolti inaspettati e sorprendenti. Pur nella sua compatezza e coerenza, in ogni brano si respira un’atmosfera diversa, Yppah disegna paesaggi elettronici sempre diversi, ariosi, suggestivi, esotici. La sua musica è per sua stessa ammissione un mix di downtempo, jazz, electronic, indie rock, certamente una fusione scaturita dalle sue esperienze precedenti.
Sicuramente meritano di essere menzionate Again With The Subtitles, un pezzo in cui è palpabile la gioia e la vitalità dell’estate oppure In Two, The Weakly in cui sembra di volare trasportati dal vento in una immensa distesa desertica, scaldati da un sole cocente o ancora Good Like That, un pezzo più sommesso, quasi intimista, riflessivo, suggestivo nella sua assoluta semplicità.
Un album di debutto straordinario e originale che rivela lo straordinario talento di Corrales.
Ascoltatelo, non rimarrete delusi!
YPPAH - You Are Beautiful At All Times [Ninja Tune 2006]
Tracklist
01 Ending With You
02 I'll Hit The Breaks
03 Again With Subtitles
04 The Subtleties That Count
05 We Aim
06 What's The Matter?
07 In Two, The Weakly
08 Almost In That Category
09 Good Like That
10 Cannot See Straight
11 It's Not The Same
12 Longtime
Similar Artists:
Corker & Conboy
Four Tet
Low Frequency in Stereo
Infinite Scale
[commenti (3)] [music, music reviews, electronic, instrumental]
COUNTER




















