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THE GUTTER TWINS

THE GUTTER TWINS - ALPHEUS, ROMA 23 Aprile 2008

C'è poco da girarci intorno... per me Greg Dulli è il dio del sesso!
Quando l'ho visto per la prima volta nel video di Gentlemen, bello come il sole, con lo sguardo fiero e il sorriso beffardo sono rimasta folgorata e la sua voce inconfondibile, stupenda e assolutamente erotica è diventata la mia ossessione e la mia schiavitù.
Incomprensibilmente sono poche le persone che la pensano come me ma non importa. Ieri sera all'Alpheus si esibivano i Gutter Twins, la nuova banda di Dulli e Mark Lanegan. Niente da togliere all'ex Screeming Trees, un mito anche lui ma, ovviamente, io ero lì per ascoltare la voce di Greg.

Al suo arrivo sul palco l'emozione è grande, un misto di gioia e delusione mi assale, come rivedere un vecchio amore che col tempo si è lasciato andare trasformandosi nella sua versione "quadro di Dorian Gray". Il ricordo di quando era nel pieno del suo splendore, mi provoca un moto di rimpianto per come è adesso, bolso e appesantito, probabilmente (s)fatto di droghe e alcol. Ma nei suoi occhi c'è sempre lo stesso sguardo spavaldo e, quando sorride, sulle sue labbra si disegna un ghigno irresistibile e per tutto il concerto sono assolutamente rapita dal suo magnetismo e non riesco a staccargli gli occhi di dosso.

Si muove sul palco come un animale, sicuro di se, incurante dei suoi 130 kg (a occhio e croce...) e man mano che il concerto entra nel vivo Greg si scioglie lasciandosi andare. Il suo spirito si libera dal peso di un involucro ingombrante e la sua voce, sputata a forza fuori dall'anima, è talmente sexy che sarebbe capace di trasformare in puttana anche la più casta delle vergini.

GREG DULLI... UN MITO!! *-* i love u * **Una discesa all'inferno, fra passione e abisso, i brani dell'album si susseguono uno dopo l'altro, ancora più belli che sul disco, come liberati e ingigantiti dalla presenza del pubblico: Stations apre il concerto e poi God's children, All misery e tutte le altre dell'album. Mark Lanegan al centro della scena è immobile e solido al suo microfono, come una roccia. Ed Harcourt, che ha aperto la serata, dà una mano alle tastiere mentre  Greg fuma una sigaretta dietro l'altra, e la sua mole si sposta sul palco stagliandosi fra il fumo e le luci alle sue spalle. Si muove, balla, tiene il palco praticamente da solo e la sua voce è puro sesso, mescolato a energia, forza disperazione, desiderio... c'è tutto. E' come un turbine che trascina qualsiasi cosa con se, così che non rimane più niente a parte LUI: l'artefice di queste emozioni.
"We are all in the gutter, but some of us are looking at the STARS."
Oscar Wilde

FOTO: http://www.flickr.com/photos/jaguattina
VIDEO: http://www.youtube.com/user/jaguattina



THE GUTTER TWINS - ALPHEUS, ROMA 23 Aprile 2008
Stations
God's children
All misery
Live with me
Seven stories
Idle hands
Bete noire
Down the line
I was in love with you
St. James
Spanish doors
Eat a peach
Front street
-------------
Papillon
Hit the city
King only
Meth blues
Number 9


Scritto da: jaguattina | giovedì, 24 aprile 2008 23:08 |
   [commenti (3)] [music, live, alternative, tour dates, rock, music reviews, indie]

FEEL THE SUN 



Continua a piovere nonostante manchino pochi giorni alla primavera.
Oggi il cielo era di un grigio uniforme, come vernice. Nessuno spiraglio di sole.
Ma non importa, c'è sempre la musica per illuminare le mie giornate e quest'ultima raccolta fa il suo dovere alla perfezione.
  
Buon ascolto!

FEEL THE SUN

FEEL THE SUN
Springtime Melodies for a Healing Heart


01 - Disco Drive . It's a Long Way to the Top
02 - The Victorian English Gentlemens Club . Such A Chore
03 - The Magnetic Fields . Please Stop Dancing
04 - School of Language . Rockist Part 2
05 - Slut . If I Had A Heart
06 - Girls in Hawaii . Road to Luna
07 - matt pond PA . Honestly
08 - Nada Surf . Weightless
09 - Tram . Nothing Left To Say
10 - Chris Garneau . Baby’s Romance
11 - Jon Hopkins . Searchlight
12 - Burial . Shell of Light
13 - Radiohead . Weird Fishes Arpeggi
14 - Raz Ohara And The Odd Orchestra . Kisses
15 - Sébastien Tellier . Manty
16 - Stateless . Down Here
17 - Goldfrapp . Road to Somewhere
18 - Tindersticks . Feel The Sun
19 - Malcom Middleton . Week Off
20 - Hayden . Barely Friends
21 - Sia . Soon We'll Be Found


Scritto da: jaguattina | lunedì, 10 marzo 2008 21:21 |
   [commenti (5)] [music, folk, alternative, rock, pop , electronic, indie, instrumental, jag compilations]

regalino (pre)natalizio ^^ 



ILLICIT LOVE PARADE - Shape
[Nine Birds (incomplete), Faint Transmissions 2007]

http://www.myspace.com/theillicitloveparade


Scritto da: jaguattina | venerdì, 21 dicembre 2007 12:54 |
   [commenti (2)] [music, visions, rock]

MicroReviews 



DEVASTATIONSDEVASTATIONS - Yes, U
[Beggars Banquet 2007]

I Devastations vengono da Melbourne. Formatisi nel 2002 propongono ciò che di più lontano l'immaginario comune sull'Australia potrebbe farci sospettare. Il loro slowcore infatti si trascina nella palude dell'autocompiacimento malinconico e del tormento interiore ricordando in modo molto vivido le sonorità dei Black Heart Procession o dei Dirty Three per i quali hanno aperto anche alcuni concerti. L'album è musicalmente impeccabile e nel suo genere degno di grande attenzione. I brani vischiosi e dilatati si sviluppano emergendo da un abisso di desolazione per raggiungere vette epiche ammantate di speranza, sospinti anche dalla splendida voce di Conrad Standish.

Provenienza: Melbourne, Australia
Genere: slowcore, alternative-rock
Traccia consigliata: The Saddest Sound
http://www.myspace.com/devastations/


SHE WANTS REVENGESHE WANTS REVENGE - This is Forever
[Geffen 2007]
 
Ascoltare This is Forever è come attraversare un lungo corridioio che ci riporta indietro nel passato: appesi alle pareti i ritratti dei Cure, dei Joy Division dei Bauhaus, dei New Order e dei Depeche Mode ci osservano ridendo sguaiatamente.
Ma non è solo il mero riecheggiare di un sound dark-wave mai assopito.
Sesso, amore, incontri casuali nella notte, desiderio ed eccitazione adrenalinica sono i temi portanti di quest'album sensuale e inquietante, in cui le atmosfere cupe e darkeggianti, quasi da film noir, si trasformano in qualcosa di altamente energico grazie a ritmi dance decisamente orecchiabili.
Soft wet skin, hairs raised, body tired
And the sheets are across the floor
You tell me that love don’t last
Drawing circles with your fingernails across my back
As your lips form the words that you won’t say
In the distance, your favorite song plays
I turn you over and look in your eyes
Promise you that this is forever or ‘til one of us dies
...niente male ;)

Provenienza: Los Angeles, California
Genere: dark-wave, alternative rock, dance
Traccia consigliata: She will alway be a broken girl
http://www.myspace.com/shewantsrevenge
http://www.shewantsrevenge.com
http://www.geffen.com/shewantsrevenge


iLiKETRAiNSiLiKETRAiNS - Elegies To Lessons Learnt
[Beggars Banquet 2007] 
 
Ci sono album oggettivamente molto belli che non riuscirò mai ad apprezzare come meriterebbero perchè la musica non si valuta solo con il cervello ma soprattutto con il cuore. Ascoltando Elegies To Lessons Learnt, il secondo album degli iLiKETRAiNS mi rendo conto che forse è proprio questo genere di musica che non è (più) nelle mie corde. Trovo davvero difficile ascoltare un disco così cupo tutto di seguito: troppa malinconia, troppa disperazione, troppa rabbia; un'autoflagellazione inutile e fine a se stessa che alla lunga mi annoia profondamente nonostante i pezzi, presi singolarmente siano tutti davvero molto belli.

Provenienza: Leeds, UK
Genere: post rock, dark-wave, epic
Traccia consigliata: The Deception
http://www.myspace.com/iliketrains


Scritto da: jaguattina | domenica, 16 dicembre 2007 11:35 |
   [commenti (3)] [music, alternative, rock, music reviews, dark wave]

Molto rumore per nulla... 



THE KILLERS - Sawdust

THE KILLERS - Sawdust [Island 2007]

Forse non tutti sanno che William Shakespeare aveva il dono della preveggenza e che quando scrisse "Molto Rumore per Nulla" si riferiva ad un disco che sarebbe uscito ben 400 anni dopo: "Sawdust", la nuova release dei The Killers.
Il rumore in questione è quello degli arrangiamenti superorchestrati e della voce effettatissima di Brandon Flowers che cercano di mascherare il nulla assoluto di idee e spunti creativi.
E' vero, è pur sempre una raccolta di b-sides e brani inediti ma sarebbe più onesto dire che è una raccolta di scarti! Bisogna arrivare al brano n°8 "Show You How" prima di trovare qualcosa di vagamente interessante. Da quel punto in poi l'attenzione comincia a risollevarsi debolmente ma siamo ancora lontani da qualcosa di realmente valido.

Mi ricordo ancora la prima volta che ho ascotato "Mr. Brightside", solo 2 anni fa, e ho pensato "finalmente qualcosa di nuovo!" Hot Fuzz era un album onesto, divertente, con belle melodie, un ascolto piacevolissimo. Ora mi sorge un dubbio: è lo stesso gruppo?
Dall'album di debutto ad oggi i The Killers sono stati decisamente sotto pressione: 2 abum in due anni, un tour europeo la scorsa estate e ora questa raccolta, di cui sinceramente non sentivamo il bisogno.
A parte due o tre pezzi che svettano sugli altri (Under The Gun, Show You How, Move Away) e che musicalmente possono essere assimilati agli album precedenti, questa nuova uscita è davvero deludente. Una serie di brani senza fantasia, senza sorprese, stanchi e di una banalità imbarazzante.

Il tentativo di rendere interessante questa raccolta passa anche per la cover di "Romeo And Juliet" dei Dire Straits che però non aggiunge assolutamente niente di nuovo o di personale a un brano che era già perfetto di per sé e anche l'asso nella manica, la scintillante collaborazione con Lou Reed in "Tranquilize", è un mezzo fallimento perchè nonostante tutto anche il nuovo singolo rimane pur sempre un pezzo decisamente noioso.
Insomma, il tasto CANC mi tenta inesorabilmente...

TRACKLIST

1. Tranquilize
2. Shadowplay
3. All The Pretty Faces
4. Leave The Bourbon On The Shelf
5. Sweet Talk
6. Under The Gun
7. Where The White Boys Dance
8. Show You How
9. Move Away  
 10. Glamorous Indie Rock and Roll
 11. Who Let You Go?  
 12. The Ballad of Michael Valentine
 13. Ruby, Don't Take Your Love To Town (Live)
 14. Daddy's Eyes
 15. Sam's Town (Live)
 16. Romeo And Juliet (Live)
 17. Mr. Brightside [Jacques Lu Cont's Thin White Duke Remix]


Scritto da: jaguattina | sabato, 01 dicembre 2007 14:05 |
   [commenti (5)] [music, rock, music reviews, indie]

EDITORS Live in Rome 



Gli Editors non sono fra i miei gruppi preferiti e non lo saranno mai: mi sanno troppo di band costruita a tavolino. Detto questo ci tenevo lo stesso ad andare al concerto ieri sera. In primo luogo perchè suonavano al Piper e quindi per una volta potevo godermi un concerto che non fosse al Circolo (che non sopporto più) e poi perchè comunque ero sicura che i quattro di Birmingham avrebbero fatto una bella prova.
Piccolo problema logistico: non avevo il biglietto, perchè sono sempre indecisa fino all'ultimo e non avevo proprio preso in considerazione la possibilità che IO potessi rimanere senza... e invece!!

Per fortuna dopo aver mobilitato mezza Roma sono riuscita in extremis a trovarne uno tramite Alessio, la mente di Indieforbunnies, che ringrazio ancora.
Quando arrivo davanti al Piper quindi sono pronta per godermi un bel concerto!

Entro e sta suonando il secondo gruppo spalla: una noia mortale!! Non voglio nemmeno sapere come si chiamano e ammazzo il tempo con un vodka redbull (ormai ho le prove scientifiche che la redbull provoca dipendenza: mi è bastato sentirne l'odore passando davanti al bar che ho DOVUTO ordinarne una!!)
Finalmente inizia il concerto e devo dire che c'è un bel po' di entusiasmo nell'aria; la sala è piena, c'è gente stipata in ogni angolo del locale ma io sono in fondo, al centro: visuale perfetta!!

EDITORS Live in Rome
La musica è bella, prestazione impeccabile, la voce di Tom Smith è potente e cristallina e i pezzi più belli e più famosi ci sono tutti: bullets, smoking outside, an end has a start.... Peccato che mi sorprenda troppospesso a chiedere "ma questa non l'hanno già fatta?"
Insomma, magari sull'album si nota meno ma dal vivo i pezzi sembrano tutti uguali! Ma se volete possiamo chiamarla coerenza stilistica....
Il cantante col suo bel faccino ce la mette tutta per animare lo spettacolo e infatti a lui si deve il 90% del successo degli Editors. Il resto della band è un mero contorno: figurine in controluce.

Il concerto temina dopo circa un'ora e mezza, quando ormai siamo tutti al limite della sopportazione per il caldo e la mancanza di ossigeno (siamo pur sempre in uno stanzone sottoterra senza AC).
Stenderei un velo pietoso sulle difficoltà di uscire dal locale.
Io forse soffro un po' di claustrofobia e in certe circostanze farei meglio a starmene a casa ma trovarsi schiacciati da circa 700 persone ammassate su una scaletta larga un metro e mezzo che spingono per raggiungere l'uscita non è piacevole per nessuno. L'aria fresca della notte romana finalmente mi strappa un sorriso. Vedremo al prossimo concerto cosa succederà.

PER VEDERE I VIDEO: http://it.youtube.com/user/jaguattina
PER VEDERE LE FOTO: http://www.flickr.com/photos/15294642@N00/


Scritto da: jaguattina | venerdì, 23 novembre 2007 15:06 |
   [commenti (8)] [music, live, rock]

Micro Reviews 



STEPHEN FRETWELL - Man on the RoofSTEPHEN FRETWELL
Man on the Roof

Stephen Fretwell, cantautore inglese, ha da poco pubblicato per la Polydor “Man on the Roof”, il suo secondo album. Fretwell non è forse famosissimo qui in Italia ma ha già fatto da support per gruppi come Travis, Elbow, Athlete, Keane e KT Tunstall. Per sua stessa ammissione però la sua influenza principale è Bob Dylan e la sua musica in effetti gli deve molto. Il suo nuovo album è composto da dreamy ballads fra l'indie e il folk, interpretate con una voce da crooner navigato. Testi agrodolci e vagamente malinconici, fanno di quest'album una piccola perla.
Traccia consigliata: Now (che mi ricorda tantissimo "I'll stand by you" dei Pretenders)

http://www.stephenfretwell.com/
http://www.myspace.com/stephenfretwell


 
club 8 - the boy who couldn't stop dreamingCLUB 8
The Boy who couldn't stop dreaming

Paese di provenienza: Svezia. Etichetta: Labrador. Già questo potrebbe bastare a inquadrare i Club 8 che ci regalano il loro sesto album "The boy who couldn't stop dreaming". Il duo, formato da Karolina Komstedt e Johan Angergård (che fra l'altro è anche uno dei fondatori della Labrador), attivi fin dal 1995, da ben 4 anni non pubblicavano nulla a causa di progetti paralleli di Johan ma ora sono tornati e ci incantano con melodie eteree e leggere, 12 pezzi di puro indie pop, semplici e delicati, fatti di chitarre scintillanti in bilico fra i Cardigans e i Sundays.
Un album leggero e frizzante che si fa amare immediatamente, da fischettare in queste giornate di sole autunnale.
Traccia consigliata:Whatever You Want
L'MP3 è liberamente scaricabile dal sito della Labrador QUI

http://www.myspace.com/club8
 
 
turin brakes - dark on fireTURIN BRAKES
Dark on Fire

Quarto album per i Turin Brakes, uscito il 17 settembre scorso per la virgin e prodotto da Ethan Johns (Kings Of Leon e Ray Lamontagne fra gli altri)
Sono sicuramente cresciuti musicalmente Olly Knights e Gale Paridjanian nel corso degli anni, da quando, nel 2001, si eressero a paladini del New Acoustic Movement e sono più sicuri di sè lasciando molto più spazio a sonorità elettriche piuttosto che acustiche. Chitarre sfrontate e cristalline si fanno largo fra le bellissime melodie che hanno sempre caratterizzato la loro musica rendendo alcuni pezzi davvero splendidi: Last chance e For the Fire (fra tutte le mie preferita) Timewaster o il singolo Stalker. Ottima prova, impeccabile e senza sbavature.
Traccia consigliata: Last Chance
 
http://www.myspace.com/turinbrakes
http://www.turinbrakes.com
 
 
the twang - love it when i feel like thisTHE TWANG
Love it When i Feel Like This

Mentre in inghilterra The Twang vengono osannati dalla critica e in particolare dal NME qui da noi non se li fila quasi nessuno. Siamo solo più obiettivi o siamo invece un po' stufi delle solite sonorità? Certo è che il loro è un sound tipicamente inglese, piuttosto classico, in cui a tratti riesco a sentire anche i primi U2 o gli Smiths. Il loro album di debutto Love It When I Feel Like This è un album compatto, molto suonato, basato su chitarre decise e taglienti e un'alternanza di pezzi epici e scanzonati. La voce ruvida e inconfondibile di Phil Etheridge è la caratteristica principale del gruppo insieme a una grande energia che esplode prepotentemente in tutti i brani. Il problema forse è che nel complesso l'album risulta un po' troppo unifome e prolisso e, nonostante le potenzialità ottime della band, perde in freschezza e spontaneità.
Traccia consigliata: Got Me Sussed
 
 
http://www.myspace.com/thetwang
http://www.thetwang.co.uk/


Scritto da: jaguattina | lunedì, 29 ottobre 2007 08:29 |
   [commenti (2)] [music, folk, rock, dreamy, pop , music reviews, indie]




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